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PEDRO PEREZJohn Toso, il responsabile artistico di una casa discografica appena nata, la Italian Way Music (www.italianwaymusic.com) faceva il turista nella Repubblica Dominicana quando Jhonny, un bagnino, gli racconta di avere vari amici artisti, tra cui Pedro Perez, un parrucchiere, conosciuto da tutti nella zona per le sue qualità di cantante.Queste qualità John Toso ha voluto renderle concrete aiutandolo a realizzare un cd, di cui Pedro Perez dovrebbe averne ricevuto qualche copia da un altro turista italiano. Dovrebbe, perché Pedro Perez non ha un telefono (incredibile a dirsi in quest’epoca di comunicazioni in tempo reale) ed è difficile riuscire a contattarlo dall’Italia.Il cd, però, ormai c’è e ti fa ascoltare la bachata più classica, quel ritmo fatto di corda e percussioni in cui le canzoni parlano di amori problematici (come si intuisce chiaramente dal titolo del suo album ‘Accidente de Amor’) storie di vita, di miseria e di poverta’, a dir poco impossibili a credere, ma reali, vissute tra le baracche dei quartieri poveri della Romana, il paese nella zona di Bayahibe, dove egli vive, con un suono che ti fa venir voglia di andare in quest’isola tropicale, per gustarsi le atmosfere tipiche della Repubblica Dominicana.Con la sua band (nata nel 1999) suona ed interpreta quasi sempre e solo la bachata, anche se nella produzione citata, composta da dieci brani, troviamo anche un merengue (“Sargento De La Guardia”).L’ascolto di questa produzione mi ha riportato alla mente le prime serate di molti anni fa in cui l’unico cd di bachata in mio possesso era ‘Medicina de Amor’ di Raulin Rodriguez, che aveva quel suono tipico ‘campesiño’ che ho riassaporato di nuovo.La mia personale impressione è che, soprattutto il brano “Tu Eres Mi Estrella”, non avrebbe difficoltà ad inserirsi in una scaletta musicale di una serata….poi però chi glielo dice a Pedro Perez che le sue canzoni vengono ballate qui in Italia?Discografia –Accidente de Amor (2008) a cura di: Andrea ‘il geometra della salsa’Fonti informative :John Toso, art director italianwaymusic.com;

Orquesta Magia Caribeña – ‘Llegó la Salsa II parte’ (2008)Anno 1966 – La produzione ‘Llegó la Salsa’ proposta da Federico Betancourt y su Combo Latino segna un profondo cambiamento nello stile della musica latina in Venezuela. Siamo nell’anno in cui si inizia ad utilizzare la parola ‘salsa’ in seguito al programma radiofonico del dj Phideas Danilo Escalona ‘La Hora del Sabor, la Salsa y el Bembé’ e Federico Betancourt diventa un esponente di questo ritmo utilizzando per primo il nome ‘SALSA’ come titolo per un album, una parola d’impatto immediato che iniziò a fare il giro del mondo.Il primo tema di quella produzione era intitolato ‘Cocolia’ –Anno 2008 – Federico Betancourt Jr. ripropone con la sua Orquesta Magia Caribeña, 42 anni dopo, i brani che hanno reso il padre un personaggio rappresentativo nell’ambito salsero.Un omaggio al proprio padre ed all’epoca d’oro che ha vissuto in Venezuela.Un album composto da 10 classici del padre rivisitati dall’Orchestra del figlio, che ovviamente si apre con il brano ‘Cocolia’, un brano trascinante con un assolo di tromba del grande Jimmy Bosch.Padre e figlio insieme, i nomi dell’allora ‘Combo Latino’ (come le voci di Dimas Pedroza e Carlin Rodriguez) con i giovani della ‘Magia Caribeña’ ed alcuni ospiti speciali (il già citato Jimmy Bosch, la voce di Orlando Watussi, il timbalero Luisito Quintero) per un album veramente bello.TrackslistCocolia – 4:27; Señor Gallo - 5:31; El Jaleo - 4:43; Pao Pao - 4:06; Dolores- 4:33; Querida Bomba -5:15; Las Malas Lenguas - 4:58; Federico Boogaloo - 3:38; No le Digan - 4:53; La Cumbia Cucuta – 5:05. a cura di: Andrea ‘il geometra della salsa’

Titolo: Santana – La vera storia di una leggenda del RockAutore: Simon Leng Editori Riuniti (Roma) Prima edizione : febbraio 2001Titolo originale dell’opera : Soul Sacrifice / The Santana Story (2000) E’ una calda notte di luglio del 1982 e Mick Jagger, in tourneè con i Rolling Stones, sale sul palco di Torino con la maglia di Paolo Rossi e dice “stasera l’Italia vincerà 3-1 !” . Un’incredibile profezia: l’Italia è Campione del Mondo!! Quella stessa sera sulle frequenze di 96.00 FM inizia la sua programmazione Radio West, mitica radio rock della nostra città. Il suo ‘sound’ segnerà la mia adolescenza musicale, assai lontana dalle note latine, anche se il ricordo più vivo è quello di un pomeriggio domenicale in cui il Dj Svisa, nell’ambito del programma “The fabolous four” (quattro dischi senza interruzioni commerciali) mi deliziò con le note del rock latino di Carlos Santana ed i suoi dischi ‘Caravanserai’, ‘Moonflower’, e ‘Zebop!’’, rigorosamente da me registrati sulle cassette audio che stanno ormai scomparendo…. L’altra voce mitica di Radio West era Dedè, che insieme a Svisa li consideravo dei veri e propri idoli.Novembre ’97…sto insegnando ballo nella palestra ‘Sport In’ di Corso Virginia Marini e chiedo ad un mio nuovo allievo: “come ti chiami?”, risposta “Dedè !”, ed io “ah! Come il Dj della radio?” e lui “sono io !”…..non ci potevo credere, volevo il suo autografo perché, per me, rappresentava una persona che avevo ascoltato mille volte trascinandomi nel piacere della musica….e non immaginavo che quell’incontro sarebbe stato l’inizio di una felice collaborazione nell’ambito salseroUna premessa necessaria per spiegare come questa biografia di Simon Leng, il primo libro ufficiale che racconta la vita del grande chitarrista di Autlan de Navarro, approfondendone sia gli aspetti personali (il periodo della sua fanciullezza in Messico, i rapporti con il padre musicista mariachi, le conversioni religiose, le gioie familiari) sia quelli artistici (dalle prime esperienze a Tijuana ai concerti nei locali del Mission District di San Francisco, dalla rivelazione di Woodstock passando attraverso le collaborazioni con i migliori musicisti rock, jazz e blues, fino ai fasti del 1999 con l’album ‘Supernatural’) contestualizzando il tutto nelle diverse epoche che hanno segnato la storia di Santana come uomo e come musicista, rappresenta per me qualcosa di particolare.Al termine del libro, nel 2000, con una carriera iniziata nel 1969, Carlos Santana vantava più di 35 album, centinaia di prestigiose collaborazioni, una ventina di premi musicali e non, ma soprattutto una carriera impareggiabile che lo pone senza ombra di dubbio nell’Olimpo del rock. Questo l’impressionante curriculum di Santana, chicano trapiantatosi a San Francisco all’inizio degli anni ’60 e da allora diventato il simbolo di una musica unica ed inimitabile in grado di fondere con gusto, efficacia ed originalità il blues, il rock ed il ritmo afro-caraibico, con i suoni di una chitarra dal suono inconfondibile già alle prime note.L’autore analizza, disco per disco, la trentennale carriera di Santana, soffermandosi sulle sue canzoni più famose, quelle che sono state in grado di attraversare più generazioni: da ‘Soul Sacrifice’ a ‘Samba Pa Ti’, da ‘Oye Como Va’ a ‘Smooth’, il brano che ha trascinato, nel 1999, l’album “Supernatural” a raggiungere un successo clamoroso: 21 milione di copie vendute e 9 Grammy Award. Ed è così che, 30 anni dopo il suo esordio con l’album “Abraxas”, da alcuni critici considerato il più bello, il ritorno trionfale del rock latineggiante di Carlos Santana.Qualcuno potrebbe eccepire non tanto la qualità dell’artista, quanto la sua presenza in una bibliografia latina, proprio perché Carlos Santana è sempre stato posizionato nell’ambito della musica rock.Cercherò di ampliare la vostra visuale nelle prossime righe.La musica tradizionale messicana trae origine da due fonti: L’Europa e Cuba. Il son, tipica musica cubana, in Messico si è trasformato in ‘son mariachi’, un ritmo gioioso eseguito soprattutto nelle feste.José Santana, il padre di Carlos, era un musicista completo e mantenne la moglie ed i sette figli grazie alla musica tradizionale messicana, che ovviamente trasmise a Carlos.Poiché musicalmente Carlos era una spugna, l’ascolto delle tradizionali melodie messicane e, nello stesso tempo della musica pop americana gli permisero, in seguito, di fondere questi ritmi.Alla ricerca del ‘Santana sound’ Carlos non rinunciò mai ad avere nella sua band membri come Chepito Areas, un virtuoso dei timbales (percussione a pelle tesa, resa famosa da Tito Puente), con il quale riarrangiò la famosissima canzone ‘Oye Como Va’ del ‘rey del timbal.Proprio per il primo album ‘Abraxas’,definito magico per la sua bellezza, si disse che : “non era esattamente jazz, non era propriamente musica latina e decisamente non era rock”.Ma nell’immenso repertorio di Carlos troviamo, ad esempio, ‘Para Los Rumberos’ (altro brano di Tito Puente), ‘Guajira’ (autentico omaggio alla musica latina), ‘La Fuente del Ritmo’ (una descarga cubana), ‘Maria Caracoles’ (cover di una canzone cubana basata sul ritmo del mozambique), ‘Bailando/Acquatic Park’ (musica afro-cubana e blues), ‘Agua Que Va Caer’ (classico afro-cubano composto originariamente da Carlos “Patato” Valdes) e, per finire, alla data di pubblicazione del libro, ‘Corazon Espinado’, un cha-cha-chà che tante volte ho usato anche per l’animazione.Dobbiamo citare, inoltre, tra i principali componenti del suo gruppo, dal 1972 in avanti, Armando Peraza, una figura leggendaria fra i percussionisti latini, uno dei più grandi improvvisatori con le conga.E che dire dei grandi personaggi come Eddie Palmieri, Orestes Vilatò (maestro di timbales), Francisco Aguabella, José Feliciano, Mongo Santamaria, con cui si è confrontato nel corso della sua carriera.Insomma, Carlos Santana è una leggenda del rock, come recita il libro, ma ha tenuto alto l’interesse per la musica latina nel mondo.letto e consigliato da Andrea ‘il geometra della salsa’

Il Geometra della Salsa

Andrea Mantelli ‘il geometra della salsa’Sono nato in Alessandria il 23.02.1971 e sono cresciuto ascoltando la musica di ‘Radio West’ dei mitici DJ alessandrini Dedè & Svisa.Da sempre attirato dalla musica ‘latineggiante’ come i Gipsy Kings, i Los Lobos ed il rock latino di Carlos Santana, incontro la musica caraibica nell’inverno del 1996 presso il locale ‘La Parranda’ di Pomello (PV).Dall’estate del 1997 inizio ad organizzare nella mia provincia serate dedicate a questi ritmi e dall’inverno dello stesso anno inizio l’insegnamento di questi balli presso varie palestre alessandrine.In questa fase vengo simpaticamente soprannominato ‘il geometra della salsa’, per l’unione tra il mio titolo di studio e la passione per Manolin ‘el medico de la salsa’, nomignolo che tuttora mi accompagna.Il 27 agosto 2001 ho fondato l’Associazione Sportiva “RiAnimazione Latina” iscritta alla Lega Danza della UISP (Unione Italiana Sport per Tutti).Ho studiato con Maestri di livello nazionale ed internazionale quali Claudio Fregata (RicaSalsaDancers di Milano), Daniela & Graziano (D&G Dance School di Biella), Lieb J (Cuba), oltre ad aver partecipato a numerosi stages.Ho organizzato serate in numerosi locali della provincia di Alessandria ed alcuni eventi tra i quali:- serate live con ‘Raza Latina’, ‘Havana Mambo’, ‘America y su Tumbanchà’ e ‘Caiman’;- serate con spettacolo di : ‘RicaSalsaDancers’ (Milano); ‘Lieb & Lena’ (Cuba); ‘Daniela & Graziano’ (Biella); ‘Playa Sirena Group’ (Milano); ‘Fabrizio Comeglio & Laura Ullio’ (Casale Monf.to), oltre alle numerose iniziative organizzate con le scuole locali.Collaborazione continuativa, dal 1998 al 2003 con il DJ Marco Ferretti, titolare dello studio di registrazione MF Music, dove realizza le sue produzioni musicali nell’ambito del genere ‘Bachata’.Le mie scelte lavorative e familiari (e, soprattutto, la gioia di due figli) mi hanno fatto allontanare dall’organizzazione attiva in questo ambiente, pur rimanendo costantemente aggiornato sulla musica e sugli artisti che la rappresentano, mentre la scuola di ballo ‘RiAnimazione Latina’ è stata portata avanti dai miei ex allievi, ora Maestri A.N.M.B., Matteo & Clarissa Ferrari. Infatti, parallelamente all’insegnamento ed all’organizzazione delle serate ho sempre cercato di promuovere questa mia passione anche tramite un’attività giornalistica amatoriale:-Collaborazione, da settembre 1996 a giugno 1997 con il mensile “Ritmi – Il Retro di Note che corrono”;-Programma radiofonico intitolato “nightfly latino” presso Radio Music, radio locale, in onda il giovedì dalle 22,00 alle 24,00, a decorrere da Ottobre 1998 a Giugno 1999;-Collaborazione con “Il Piccolo” (principale giornale locale di Alessandria), a decorrere dall’ 13.10.1999 al 07.04.2004 (rubrica che usciva ogni 15 gg. circa, dedicata principalmente alla storia della musica latina);-Collaborazione con “UISPORT”, periodico trimestrale della UISP, a decorrere da luglio 2001 a maggio 2004 (rubrica dedicata alla storia della musica latina ed alle recensioni musicali, nonchè una relativa agli avvenimenti della nostra Associazione;-Ospite di Massimo Brusasco nel suo talk show “il Salotto del Mandrogno” il giorno 08.12.2006, per raccontare come e quando sono nate le serate di musica latina in provincia di Alessandria;-Collaborazione in corso con il Magazine alessandrino “La Piazzetta”, a decorrere dal Gennaio 2007, dove sto ripercorrendo, in un ideale viaggio a ritroso di dieci anni, le varie tappe che hanno caratterizzato la nascita delle serate latina in provincia di Alessandria (www.lapiazzetta.ws);-Collaborazione in corso con la website www.italialatina.it, a decorrere da Aprile 2008 (biografie di artisti, recensioni musicali, bibliografia latina, reportage);-Collaborazione in corso con l’importante website www.salsa.it, a decorrere da Novembre 2008 (biografie di artisti; film musicali);-Tra le ultime novità del 2009, oltre al gradito spazio che mi dedica questa ‘webradio’, c’è stata la creazione dell’Ufficio Stampa MF Music per la promozione dei brani realizzati dal DJ Marco Ferretti-Tra i miei progetti futuri, inoltre, c’è quello di scrivere un libro su questo genere musicale per me così significativo e speriamo di poter arrivare alla conclusione per potervelo presentare.Contatti: andmantelli@alice.it

Contatti: andmantelli@alice.it

Seo Fernandez – ‘Atacando’(2008)Seo Fernandez, ballerino e cantante cubano, può vantare di aver cantato il primo pezzo di bachata realizzato in Italia: sto parlando di “Es por ti” realizzato nel 2002, in collaborazione con Pepe Bassan DJ, dal gruppo Raza Latina dei fratelli Espino.Nel 2008, dopo aver lanciato il singolo salsaton “Remenea” ha realizzato, grazie alla co-edizione delle Case Discografiche ‘Baccano Edizioni Musicali’, ‘3soundrecord’ e ‘DabliuSound’, il primo album completo, ‘Atacando’, con la collaborazione di molti personaggi di spicco della musica latina, tra i quali cito Berna Jam, Leo-D, El Musicologo (il producer di Daddy Yankee), Ricky Espino, D-Rect, Myjkool, Dj Pera, Luis Javier, Yos e altriIn circa 42’ minuti questa produzione spazia su più generi musicali. Si può ballare la bachata con i brani “Tu Doctor”, “Dame Tu Calor” “Ven y Calma Este Dolor” o il remix di Myjkool della nota canzone “La Felicidad”, oppure la salsa con la bella e particolare versione del brano storico di Gianni Morandi "Fatti mandare dalla mamma", riarrangiato dal maestro Berna Jam, o scatenarsi con il salsaton “Remenea”, di cui vi consiglio di vedere il video sul sito ‘italialatina.it’.Il successo di questa canzone è evidenziato anche dalla sua riproposizione in chiave ‘rmx reggaeton’, nonché in versione ‘dj edit’, ideale per chi lavora in consolle."Prieta" e "D dale dale remix" (feat. D-Rect) sono adatte agli amanti del reggaeton, mentre "Ponte en cola" è un mix di Hip Hop e Cha Cha Cha.a cura di: Andrea “il geometra della salsa”

‘BRAVO’ (1997) - Fania All-Stars E’ bello ripescare tra i miei cd e trovare produzioni un po’ particolari come quella dell’album “Bravo”, realizzato dalla gloriosa formazione della Fania All Star.Un lavoro in studio che nel 1997, voleva essere un doveroso tributo alla moderna musica cubana. Molti dei brani contenuti appartengono infatti al repertorio dei Los Van Van, a riprova del grande interesse che si stava sviluppando nel mondo della salsa verso le innovazioni musicali apportate dai gruppi cubani. Il disco, oltre alla partecipazione di vecchie glorie come la compianta Celia Cruz, Cheo Feliciano, Ismael Miranda, Willie Colon, Bobby Valentin, Roberto Roena, vede anche la partecipazione, per la prima volta, di Andy Montanez e del violinista cubano (trapiantato in Colombia) Alfredo de la Fè. E proprio dai due nuovi artisti viene il pezzo più interessante del disco “Aqui el que baila gana” che in questa nuova versione assume un fascino del tutto particolare, grazie anche all’assolo del pianista Papo Lucca. Un grande classico da segnalare è “Sandunguera”. La particolarità del disco è la lettura effettuata da musicisti portoricani e di New York della musica proveniente da Cuba, pur senza fare stravolgimenti eccessivi negli arrangiamenti.Questa produzione è da consigliare a tutti i veri appassionati in quanto è una testimonianza della realtà cubana, emersa con l’allentamento del blocco economico. TrackslistAquí el Que Baila Gana; Yo Solo Queria Eso; Azucar; Yo Sigo Amando a Esa Mujer; Sandunguera; Me Basta Con Pensar; Sera Que Se Acabo; Que Te Vaya Bien - a cura di: Andrea "il geometra della salsa"

“FANTASIA ES” (2009) – LATINGROOVE E MARCO FERRETTIL’unione ormai consolidata tra i Latingroove (Dj Pata e Dj Sal) ed il Dj Marco Ferretti ci propone il brano “Fantàsia es”, una bachata interpretata da Pedro Gonzalez, diventato noto per aver partecipato, in qualità di ballerino, all’ultima edizione di ‘Amici’ di Maria De Filippi e gia’ interprete di una canzone come “Angels” che ha ottenuto grande successo sulle piste latine.Il testo nasce da un’idea di Erika Ardizzoia, che fa anche una parte vocale, ed è musicato da Selina Bergantin, compositrice di tutti i pezzi che portano la firma Latingroove. Per gli arrangiamenti si e’ scelto di mischiare al mondo della bachata quello della musica classica, introducendo per la prima volta i violini in questo genere musicale. Gia’ al primo ascolto ci si rende conto della grande importanza che assumono archi, tamburi e timpani nel “giocare” con i classici strumenti della bachata come bongo e guira.Nel cd singolo troverete quattro versioni del brano: ‘radio edit’, ‘extended’, ‘musical version’ e ‘instrumental’.I musicisti che hanno contribuito alla realizzazione di “Fantàsia es” sono: Luis Javier (chitarre e basso), Matteo Salvatori (bongo), Lenin Black One (guira), Selina Bergantin (pianoforte), Chiara Giacobbe, Daniela Baschetto e Diana Tizzani (archi). Gli arrangiamenti sono stati realizzati negli studi MF music di Alessandria e Latingroove production di Novara. Editing & Mixing: Marco Ferretti, Dj Sal e Dj Pata presso Mf music studio. Mastering Marco Cicognani presso 3 Sound Studio. Per info e acquisto cd www.3soundrecord.it

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Manolin ‘El Medico de la Salsa’Quando, nell’ottobre del ’97, acquistai a caso il cd taroccato ‘Para mi gente’ in un mercatino di l’Avana, non pensavo di acquistare una produzione che vinse 4 dischi di platino, nonché il record di vendite tra i dischi cubani.Non solo, ma nel gennaio ’98, presso il locale ‘La Bisbal’ di Gavi (AL) nei momenti più caldi della serata mi avvicinavo al DJ Svisa dicendogli: “dai, metti, ‘La Bola’, metti Manolìn, metti il medico de la salsa”, al che lui per tutta risposta, conoscendo il mio titolo di studio: “e tu chi sei, il geometra della salsa !!!”. Ed è così che è nato il soprannome che tuttora mi accompagna.Al momento dell’acquisto non conoscevo la storia di Manolìn Gonzàlez Hernàndez, altrimenti noto come il “Médico de la salsa”.Classe 1965, il Médico, come tutti lo chiamano a Cuba, è una figura perfettamente intonata con la realtà sociale del periodo especial a metà degli anni Novanta. Il suo non è un soprannome a caso, è effettivamente un medico che si lancia nel mondo dello spettacolo e la cui carriera viaggia in parallelo con i cambiamenti dell’economia della musica cubana e la rapida ascesa di un ristretto numero di gruppi e cantanti solisti di ‘Musica Ballabile’, un genere musicale che dall’inizio degli anni ’90 viene definito timba, una fusione innovativa di son e rumba afrocubana, all’interno del quale sono incorporate influenze provenienti soprattutto dalla musica nera nordamericana. La timba presenta forti paralleli con la musica hip hop e costituisce una sorta di cronaca della vita nel barrio nero di Cuba.Di questo nuovo genere ci sono due facce, quella aggressiva dei gruppi come ‘NG La Banda’ e ‘La Charanga Habanera’ e quella più tranquilla come Manolìn, Issac Delgado e Paulìto FG.Il Médico è un pioniere dell’autopromozione pubblicitaria, all’inizio della carriera fa parlare di sé inscenando una guerra verbale con Paulìto, poi si assicura la fedeltà dei giornalisti organizzando conferenze stampa e portandoli con sé in tour all’estero, con costi di varie migliaia di dollari, che però sono un ottimo investimento in quanto i suoi pezzi scalano le vette della popolarità nella capitale.Ma per l’establishment culturale e politico cubano del periodo il successo di Manolìn rappresenta il simbolo del trionfo dell’individualismo e del materialismo sui valori morali della rivoluzione e, per questo motivo, viene fatto oggetto di feroci critiche per il suo stile di vita ostentato.Il Médico però interpreta i sogni dei giovani cubani con frasi come ‘estar arriba de la bola’, letteralmente ‘stare in cima alla palla’, cioè essere di moda, oppure identifica un fenomeno sociale diffuso nella forma di un visto d’uscita per sposare uno straniero con il brano ‘A pagar allà’ (pagameno a carico del destinatario).Egli dichiara ad una giornalista: “E’ capitato che gli sviluppi della mia carriera siano coincisi con certi cambiamenti a Cuba…C’è stata la legalizzazione del dollaro e, con mia sorpresa, hanno cominciato ad associarmi al dollaro…La gente a Cuba ha dei pregiudizi nei confronti di questa moneta…Ma tutto costa. Io non ho niente contro il denaro. E’ un mezzo”.Ma nel 1997 esce il suo terzo cd ‘De Buena Fe’, un album di buona fattura, ma che non porta nessuna novità rispetto al discorso musicale molto innovativo dei primi due album (‘Una Aventura Loca’ – 1995 e ‘Para mi Gente’ 1996), ed inizia ad avere un calo di successo e di vendite.Nel 1998 incide ‘Jaque Mate’ e comincia ad avere problemi politici a Cuba per le canzoni dedicate ai suoi amici cubani che vivevano a Miami, in particolare per una canzone che faceva “Voglio fare un ponte…. Perché la gente dell'Havana venga e la gente di Miami vada”.Quest’ultimo cd passa quasi inosservato e, soprattutto, a Cuba non viene più chiamato per concerti, né in radio e TV, la sua avventura cubana è finita… Per ricostruire la carriera accetta dapprima un invito a lavorare in Messico e poi si ricongiunge con i suoi amici a Miami, ma ci vogliono ben cinque anni dal suo ultimo lavoro per la realizzazione della nuova produzione ‘El Puente ‘ che in un’intervista lui stesso definisce “molto bello, è dal vivo, con tutta la gente che canta e balla in un ambiente molto intimo”.L’ultima produzione è del 2004 e porta il suo nome ‘Manolin’, ma è totalmente pop latino, come voluto dalla casa discografica BMG, per cui non ci resta che aspettare il suo ritorno al genere che tanto lo ha reso famoso.Discografia –1995 – Una Aventura Loca1996 – Para mi Gente1997 – De Buena Fe1998 – Jacque Mate2003 – El Puente (Live in Usa)2004 - Manolina cura di : Andrea “il geometra della salsa”Fonti informative:‘Timba- Il Suono della Crisi Cubana’ di Vincenzo Perna (Ediz. ArcanaMusica)http://www.salsamania.ithttp://salsapower.com

Mojito Project – ‘Bailando’ (2008)Difficile fare una ‘recensione’ classica, intesa come giudizio su un cd, considerando che questo l’ho ricevuto direttamente dalle mani di una persona per me importante come Matteo Ferrari (DJ Mett), e considerando la mia amicizia con il DJ Marco Ferretti e la mia stima nei confronti del Maestro Graziano Boggiani (D&G Biella), cioè tre dei sette componenti dei Mojito Project, che di fatto danno una consulenza musicale nel lavoro di creazione, arrangiamento e mixaggio dei brani svolta dalla coppia di DJ C. Aiello e M. Giorgi, mentre la parte vocale è demandata a Johnny Hernandez e Romy Splinter.E’ il loro primo cd completo e non lesinano a regalare più di un’ora di musica con otto brani inediti, 3 cover e 4 brani già conosciuti e ballati sulle piste.Ovviamente è il ritmo della bachata a trionfare, con brani come “Te quedas…te vas”, “Quie menos ama”, “Enamorado estoy”, “Tu calor”, “Cama y Mesa” e “Amor perdoname”, ma è un album con un sound così piacevole nel suo complesso, che può essere apprezzato anche da chi non è esclusivamente legato alle serate latine, che potranno riascoltare brani come “Sign your name” di Terence T. D’Arby o “Your are not alone” di Michael Jackson, ascoltare un pezzo di bachatango suggestivo come “Mas amor daras” o creare un’interessante atmosfera in stile chill-out con “Deep Hustle”.Collaboratori esterni i chitarristi Gianluca Martino, Gege Picollo e Luis Javier.Ultima cosa, devo segnalarlo per forza, la grafica del cd è di Matteo Ferrari, che non finisce di stupirmi…….I miei rispetti ai Mojito Project !!!!TrackslistMas amor daras (bachatango) - 4:15; Te quedas…te vas - 4:28; Quie menos ama - 4:48; Vuelve - 5:05; No vivas de fantasìas - 4:25; Enamorado estoy - 3:35; Tu calor - 5:21; You are not alone - 5:40; Till the night is over (disco hustle) – 3:54; Amor perdoname – 4:35; Deep Hustle (disco hustle) 4:30; Cama y Mesa 4:13; Tu regreso – 4:45; Eso no sirbiò (reggaeton) 4:34; Sign your name – 4:21; Vuelve (remix) - 5:59a cura di: Andrea ‘il geometra della salsa’

Titolo : Salsa – Il Tropico dell’Anima Autore: Enzo Conte – Gremese Editore (Roma) Anno di pubblicazione : 1995 Sottotitolo: Storie, miti, leggende e tecniche di ballo della nuova onda sonora che sta conquistando il mondo Enzo Conte è un romantico avventuriero con tre grandi amori: la musica, il giornalismo e i viaggi.Laureatosi in lettere, spinto da un’irrefrenabile passione, a cavallo del pianoforte e sulle ali della sua voce, incomincia a esplorare il mondo per impossessarsi dei suoi segreti.Durante un viaggio a Puerto Rico rimane contagiato dalla febbre della salsa, febbre dalla quale non è più guarito e che lo ha portato attraverso il Caribe e la Grande Mela alla ricerca delle radici sonore di questa meravigliosa espressione musicale.Polistrumentista e cantante, alla passione per la musica ha unito quella per la danza. I suoi maestri sono stati: Papito Jala Jala e Tato Conrad (Puerto Rico), Pedro Gomez (New York), Graciela Chao Carbonero e Lazaro Martin Diaz (Cuba), Héctor Castello e Alvaro Hugo (Colombia), Trudy Iglesias e Jaime Otalaora (Venezuela).Questo libro è stato pubblicato nel 1995 e rappresentava tutto sulla salsa, un’onda sonora che stava trionfando nel mondo: le origini, gli interpreti, i dischi, le tecniche e le leggende.Tutto quanto c’è da sapere per abbandonarsi completamente alla magia e al ritmo di una musica mitica e trascinante.E’ riconosciuto come il primo libro scritto da un autore italiano sulla storia della musica ‘salsa’. Per quanto mi riguarda è stato per anni il mio riferimento per andare a conoscere ogni minimo particolare sulla storia della musica caraibica e dal quale ho attinto spunti per i numerosi articoli che ho trattato sui giornali locali della mia città: Alessandria.Pertanto lo ritengo un libro che ogni appassionato di musica caraibica dovrebbe leggere almeno una volta.letto e consigliato da: Andrea ‘il geometra della salsa’

El Zorro ‘Ay, Como Me Sube’ (2008)El Zorro è il nome d’arte dello svizzero Martin Richard Lehner, compositore, arrangiatore e musicista diplomatosi al Conservatorio di Winterthur in Svizzera e affinatosi presso la Scuola di Musica di l’Havana.L’album, uscito nella primavera del 2008, rappresenta la quarta produzione di questo artista, che consolida i consensi ottenuti con il precedente ‘Volando’, uscita solamente un anno prima.Compositore, arrangiatore e trombonista, che sia un artista di qualità è indiscutibile, anche se devo ammettere che per gustarmi pienamente il cd ho dovuto riascoltarlo più volte.E’ talmente ricco e, a volte, fin troppo sofisticato il mix di ritmi che questo svizzero ci propone, che l’orecchio si deve proprio abituare: timba - funkytimba - bolero - merentimba - cha cha cha – balada e guaguanco/timba, insomma, da perdere la testa.Molti sono i musicisti di qualità che partecipano a questo progetto, ma segnalo soprattutto le voci presenti quali Mario ‘Mayito’ Rivera (Van Van), Roberto Pulido Gonzales (Charanga Forever) e Angel Bonne (Pupy y Los Que Son Son).Il brano ‘Ay, Como me Sube’ che da il titolo al disco è quello che va per la maggiore.L’intero album è per gli appassionati della musica latina in genere.TrackslistCuarenta y Seis 3:33 (timba); El Fenómeno 5:34 (funkytimba); Cumpleaños 4:58 (timba); Sabes Que 4:05 (bolero); El Sapo 4:58 (merentimba); Mi Tierra 3:56 (cha cha cha); Ay, Como Me Sube 4:33 (funkytimba); La Rumba Te Llama 5:16 (guaguanco/timba); Yo Le Canto A La Amistad 4:16 (timba); Noche En Blanco 4:27 (balada); Llegó, Llegó 4:49 (funkytimba); Ay, Como Me Sube 4:40 (remix) a cura di: Andrea ‘il geometra della salsa’

DIRTY DANCING (1987)Titolo italiano : BALLI PROIBITIAttori Protagonisti: Patrick Swayze, Jennifer GrayRegista : Emile ArdolinoA parte una ristretta schiera di precursori, la maggior parte dei ‘salseri’ italiani si sono avvicinati al ballo dopo il 1987 con negli occhi le esibizioni di Patrick Swayze. Quanti ‘maschietti’ hanno desiderato essere un ballerino ed animatore con il suo fascino e lanciarsi in ‘balli proibiti’.E’ mancato pochi mesi fa, il 14 Settembre 2009, dopo aver lottato un anno contro un tumore al pancreas e noi vogliamo rivivere le sue gesta dalle pagine di questa rubrica.Siamo nell'estate del 1963 e la famiglia Houseman (padre, madre e due ragazze) si reca nelle Catskill Mountains, presso il villaggio turistico di proprietà dell'anziano Max Kellerman, con l’idea di trascorrere una tranquilla vacanza. La figlia minore Frances "Baby" (Jennifer Grey) di 17 anni è tenuta in grande considerazione dai propri genitori, soprattutto dal papà Jake (l’attore Jerry Orbach), ha sempre dimostrato grandi capacità e grandi ambizioni.Però Baby in questa vacanza si annoia. Gli spettacoli ‘confezionati’ per i turisti non la entusiasmano ma una sera, mentre fa un giro nella parte del villaggio destinata agli animatori, scopre i loro scatenati balli.L’animatore capo è un bel ragazzo, Johnny Castle (Patrick Swayze), il quale in coppia con la partner Penny Johnson (l’attrice Cynthia Rhodes) lavorano come maestri di ballo per gli ospiti dell'Hotel. “Baby” rimane affascinata dal calore e dai ritmi di quei balli, un aspetto che accomuna molti di noi appassionati. Frattanto succede che Penny è stata messa incinta da un cameriere del villaggio, ma decide di abortire, affidandosi alle cure di una persona dimostratasi incapace.Per salvarla chiede al padre medico di aiutarla, ma questa situazione mette in cattiva luce “Baby” e Johnny agli occhi del padre stesso (egli crede che sia Johnny ad aver messo incinta Penny). Così non è, per Penny il maestro di ballo Johnny è solo un affezionato compagno di lavoro. Le due ragazze diventano amiche e, pertanto, Penny chiede a “Baby” di sostituirla in un esibizione di mambo che dovevano preparare.Durante le prove, dapprima Johnny le spiega: “questo è il tuo spazio e questo è il mio spazio”, ma poi, inevitabilmente, nasce l'amore.La loro prima esibizione presso un albergo riesce abbastanza bene, nonostante “Baby” non riesca a fare il salto tra le braccia di Johnny.Ormai Johnny è sinceramente innamorato di “Baby”, ma succede un guaio: viene licenziato in quanto i gestori dell'albergo lo accusano ingiustamente di aver rubato i portafogli di alcuni clienti, nonostante la giustificazione di “Baby” che confessa di aver passato la notte con lui (in realtà si scoprirà che i ladruncoli sono una coppia di vecchietti).Johnny va via, non senza avergli confessato che “nessuno aveva mai fatto qualcosa per lui”.Lo spettacolo stabilito il giorno della fine delle vacanze si trascina stancamente quando all’improvviso Johnny ritorna in albergo e, andando al tavolino della famiglia Houseman pronuncia: “nessuno può mettere Baby in un angolo” e con lei si esibirà nel famoso e scatenato mambo collettivo sulle note del brano portante della colonna sonora, “(I've Had) The Time of My Life”, una canzone che vinse l'Oscar e il Golden Globe, e i due interpreti Bill Medley e Jennifer Warnes si aggiudicarono un ‘Grammy Award’ come miglior duetto.a cura di: Andrea Mantelli

KINITO MENDEZL’unico ‘Magazine’ presente in edicola per gli appassionati di musica caraibica è ‘Latino!’ e, pertanto, diventa un inevitabile punto di riferimento bimestrale delle tendenze musicali.Un aspetto di cui devo dargli atto è quello di tenere sempre viva l’attenzione su un ritmo ormai così dimenticato sulle piste da ballo: il merengue.Ogni volta che parlo con qualche persona che ha iniziato a ballare in questi ultimi anni faccio fatica a fargli credere che nelle prime serate di musica latina si mettevano anche 10 merengue consecutivi ed in seguito, nei momenti di animazione, non avevo problemi a coinvolgere anche 100 persone in divertentissime ‘ruede di merengue’ alla portata anche dei principianti alla prima lezione di ballo….che bei momenti!!!Tra le canzoni utilizzate in quel periodo ricordo “La Pegue”, “Ritmo Merembe”, “A Caballo” e “Il Baile del Sua Sua” di Kinito Mendez, un artista che è arrivato alla sua dodicesima produzione da solista con l’album ‘La Fábrica’ e che, come dicevo, sulle varie compilation della rivista ‘Latino!’ non sono mancate le sue canzoni quali “Obligao”, “La Perdi-iiissimo”, “Amadoras”, “El caso” ed i più recenti “La Colorà”, “La Matadora” e “La Campana”.Abbiamo già capito, quindi, che Kinito Mendez, il cui vero nome è José Del Carmen Ramírez, è uno dei più importanti interpreti della musica dominicana e, in modo particolare, del merengue. Gia all’età di 7 anni forma, nel suo paese natale Padre Las Casas, una piccola band denominata ‘Los Pequeños del Ritmo’.La sua carriera musicale inizia suonando la clave nell’Orchestra Coco Band.Nel 1991 decise di creare una sua propria band, che chiamò ‘Rokabanda’. Con questa nuova formazione Kinito Mendez ebbe l'occasione di elaborare un proprio stile personale, che fu chiamato ‘merengue refranero’ (merengue dei diritti popolari).I Rokabanda ricevettero i più importanti premi musicali dominicani, tra cui i premi Casandra come ‘Gruppo rivelazione dell'anno’ nel 1992 e come ‘Orchestra più popolare dell'anno’ nel 1993. Nel 1995 l'artista dominicano finisce la sua esperienza con i Rokabanda e decide di continuare come solista con la sua Kinito Mendez y Orquestra. Inizia una fase di produzione discografica molto intensa che lo porta a pubblicare in successione album quali ‘El Hombre Merengue’, ‘El Decreto de…’, ‘A caballo’ (in omaggio a Jhonny Ventura), ‘Su amigo’, ‘D' colores’ e, nel 2001, ‘A Palo Limpio’, con il quale ricevette la nomination al Grammy Latino nella categoria ‘Miglior album di merengue’. Negli ultimi anni sono usciti ‘Sigo Siendo el Hombre Merengue’ e ‘Con Sabor A Mi’, che lo hanno ulteriormente consacrato come esponente di spicco della musica e della cultura dominicana, considerate anche le sue passioni per l'arte e la sociologia del suo Paese. L'ultimo cd di Kinito Mendez si chiama ‘La Fábrica’, una produzione assai valida del suo genere e che contiene anche la canzone ‘A Costilla De Ella’, una bachata composta da Enrique Feliz.Discografia –El Hombre Merengue (1995);El Decreto de… (1997);A Caballo (1998);Su Amigo (1999);D’Colores (2000);A Palo Limpio (2001);Sigo Siendo El Hombre Merengue (2002);20 Exitos (2002);Celebra Conmigo (2004);Exitos De Kinito Mendez (2005);Con Sabor A Mi (2006);La Fábrica (2008)a cura di: Andrea ‘il geometra della salsa’Fonti informative :Rivista ‘Latino!’ n. 18 (mar/apr 2007) e n. 27 (set/ott 2008);website: planetrecords.it/kinitomendez;website: musicadiversa.blogspot.com;website: meetinglatino.it/recensioni;website: archiviostorico.corriere.it;website: cduniverse.com;website: afropop.org

Rubrica Curata da Andrea MantelliIl Geometra della SALSA

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